La persona con cui ho interloquito è stata di una estrema gentilezza, il che solo mi porta a votare due stelle invece di una; nel merito purtroppo non ho trovato alcuna competenza, pur avendo proposto una questione molto, molto semplice, univoca direi. Se per esigere da un amministratore di condominio le chiavi delle parti in comune l'avvocato ti chiede le tabelle millesimali, come se ci fosse un rapporto funzionale tra le due cose, siamo a caro amico.
Non potendo rispondere direttamente alla risposta dell'azienda, aggiungo quanto segue. La legge impedisce al cittadino di difendersi da solo per cause di valore superiore a una certa cifra, per le quali è fatto obbligo di rivolgersi a un legale. Esistono però questioni univoche, ergo semplici, come la rivendicazione delle chiavi delle parti in comune da parte del condomino proprietario, quando l'amministratore con pretesti vari non le corrisponda. Il codice civile parla chiaro e così numerose sentenze della Cassazione. La responsabilità della mancata consegna è in capo all'amministratore, che ne risponde civilmente ma anche penalmente. Quando l'avvocato non si attiene ai dati di diritto favorevoli al cliente, ma si impegola nelle risposte evasive della controparte omissiva, quasi cercando di porsi sul suo piano, è chiaro che c'è un problema, forse, appunto, di comprensione dei fondamentali. La persona con cui ho parlato non mi ha chiesto il documento citato per una visione generale della situazione, ma come condizione per dirimere la vicenda, seguendo una risposta autogiustificatoria dell'amministratore. Come è autoevidente, il diritto alle chiavi delle parti in comune non è in rapporto con la qualità e la quantità delle spese condominiali, punto su cui in modo ridondante la Cassazione ha ritenuto di intervenire, a tutela addirittura del diritto all'uso per i condomini morosi. E non è questo l'unico punto singolare della consulenza, ma mi fermo qui. La cosa veramente discutibile è l'assenza di interlocuzione della persona al telefono di fronte a quanto precisato, come se, con la massima gentilezza, non avvertisse le obiezioni.