Un antico detto popolare dice
Un antico detto popolare dice, di non chiedere mai all'oste se il suo vino è buono, perché è una domanda ovvia, dato che l’oste risponderà sempre che il suo vino è il migliore. E così, mentre la comunicazione abbaia con vuoti e sottovuoti, le aziende elogiano le loro qualità con le stelle delle recensioni. Piattaforme di terza generazione, supportate da chatbot che simulano una conversazione umana, ci conducono all’interno di gineprai dell’assurdo e dell’incomprensibile, del sì è vero, lei ha ragione, ma le procedure non lo prevedono. Tanto che può succedere, che di un rimborso previsto contrattualmente, ne ricevi solo una parte perché ti è stata fatta anche la fattura dell’acconto! Ovviamente, la piattaforma di terza generazione non prevede fatture di acconto, ma solo di saldo, quindi, l'addizione, operazione matematica che consiste nell'unire due o più quantità per trovarne il totale, non è previsto dalle procedure UNISALUTE. Peccato! Perché a quanto pare, quel poco intelletto umano, qualora rimasto, è ormai codificato secondo un insieme di regole e informazioni, senza più beneficiare del libero arbitrio, poiché, strettamente legato alla responsabilità morale. Credo di essermi divulgato troppo, ora è giusto che anch’io lasci la mia recensione, pertanto considerato che: - Dichiarate l'app intuitiva e facile da usare, ma non è così; (l’inserimento dei dati non è sempre accettato dal sistema) - Dichiarate semplicità e la velocità dei processi, ma non è così; (anche la chatbot ti invita a telefonare … 5,10 minuti…no! le passo la centrale…click! E si ricomincia) - Dichiarate professionalità e cortesia, ma non è così; - (cortesia tanta! ma quando arriviamo alla domanda, la risposta è… le procedure non lo prevedono) La mia esperienza fatta con la compagnia UNISALUTE mi porta a dire: UNISALUTE? Quando la conosci la eviti! “Vinum bonum laetificat cor hominis”





