Unione dei Consumatori
View company profile →
Sinceramente trovo questa associazione…
Sinceramente trovo questa associazione inutile, perché per ricevere assistenza è obbligatorio pagare. Mi ero rivolta a loro per un problema che, pur non essendo gravissimo, era comunque importante e meritava attenzione. Invece, mi è stato detto che per ottenere qualsiasi tipo di aiuto avrei dovuto necessariamente tesserarmi, con costi tutt’altro che bassi. Come giovanissima studentessa, avevo bisogno di una mano e mi aspettavo che un’associazione di tutela dei consumatori potesse offrire almeno un supporto base gratuito, soprattutto per questioni non particolarmente complesse. Penso che servirebbe almeno un servizio minimo accessibile a tutti, per presentare reclami o segnalazioni contro le aziende scorrette. AGGIORNAMENTO: Per correttezza, voglio aggiornare chi sta leggendo questa recensione affinché possa valutare meglio prima di contattare questa azienda. Dopo 20 giorni dalla pubblicazione della mia recensione, assolutamente non offensiva e basata su fatti reali, ho ricevuto una diffida legale. Nella mia recensione ho semplicemente espresso il mio parere sul costo del tesseramento, che per me non era accessibile, suggerendo l’introduzione di un servizio base gratuito, come avviene in altre associazioni di consumatori. Dopo aver pubblicato la recensione, l’azienda mi ha risposto in modo educato, ringraziandomi per il feedback e spiegando il loro modello di finanziamento. Tuttavia, pochi giorni dopo, hanno segnalato la mia recensione a Trustpilot sostenendo che fosse falsa. (Sì, avete capito bene: prima mi ringraziano per il feedback, poi provano a farla rimuovere). Trustpilot mi ha contattato per verificare la situazione, chiedendomi prove della mia esperienza. Ho inviato tutte le email e gli screenshot e, giustamente, la recensione è stata confermata come veritiera e lasciata online. A questo punto, l’azienda ha deciso di inviarmi una DIFFIDA. Mi hanno inviato una diffida tramite PEC alla mia email personale, il che non ha alcun valore legale, dato che una PEC è valida solo se inviata a un’altra PEC. (Questo è un metodo che alcune aziende usano per far eliminare recensioni negative, sperando di intimorire l’utente.) Mi accusano di diffamazione aggravata e mi intimano di rimuovere la recensione entro 7 giorni, altrimenti avrebbero richiesto un risarcimento tra i 3.000 e i 10.000 euro.Trovo ironico che nella diffida mi abbiano citato l’Articolo 12 del DDL annuale PMI 2025, una legge non ancora in vigore e quindi priva di validità giuridica. È inaccettabile che un’associazione di consumatori, invece di tutelare i diritti dei cittadini, utilizzi il proprio tempo per diffidare chi lascia recensioni negative basate su esperienze reali. I tribunali dovrebbero occuparsi di problemi seri, come truffe, frodi ai danni dei consumatori o contratti fraudolenti, non di una studentessa che ha semplicemente espresso la sua opinione. Avevo scritto che, per me, il costo del tesseramento era alto. Hanno visto questa informazione e hanno provato a sfruttarla a loro vantaggio, chiedendomi un risarcimento. Probabilmente pensavano che, avendo già dichiarato di non potermi permettere il loro servizio, avrei avuto paura e avrei eliminato la recensione.Ovviamente, non mi lascio intimidire. Ho segnalato immediatamente questa pratica a Trustpilot, inviando il link della mia recensione e informandoli di quanto accaduto. Spero che venga valutata attentamente questa condotta, perché è chiaro che si tratta di un modo per scoraggiare recensioni negative, non perché false, ma perché scomode.Il mondo è fatto di opinioni diverse e le persone hanno il diritto di esprimere la propria esperienza. Ho letto recensioni molto più dure della mia, eppure avete diffidato me per aver semplicemente scritto che non consiglio il servizio perché il costo è alto. Le recensioni negative servono per migliorare, non per essere eliminate con minacce legali.